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Date: 16.12.1991
Country: Switzerland
Number: 15/91
Court: Pretura di Locarno-Campagna
Parties: Unknown
Citation: http://www.unilex.info/case.cfm?id=42
In fatto

A.

Tra le parti esisteva da tempo un rapporto d'affari che si è concluso nell'estate del 1990.

Alla convenuta restavano da saldare, entro il 12 luglio 1990, diverse fatture per un importo totale di Fr. 6'604.45.

B.

La convenuta al contraddittorio non ha contestato di non aver pagato il dovuto, ma ha opposto in compensazione il valore di un campionario di Fr. 6'000.- - ritornato all'istante il 26 giugno 1990 (v. doc. 1 e 2 ), ma da quest'ultima rifutato il 12 luglio 1990, come è poi risultato solo in corso d'istruttoria, più precisamente dall'indagine esperita nell'agosto 1991 presso l'ufficio postale di [...] da cui è altresì emerso che il campionario è stato distrutto ('traité comme abandonné' - v. doc. B).

Al dibattimento finale egli ha conseguentemente rinunciato alla compensazione, riconoscendo di dover pagare l'importo preteso dall'istante, però con gli interessi solo a partire dall'agosto scorso, quando è venuto a conoscenza del rifiuto dell'istante di ricevere di ritorno il campionario, e chiedendo di tener conto, nel giudizio sulle ripetibili, di questa tardiva conoscenza a lui non imputabile.

Considerato

In diritto

1.

Tra le parti si è concluso un contratto di compravendita a carattere internazionale, i contraenti essendo una ditta francese ed una ditta svizzera. E' quindi necessario determinare il diritto applicabile.

Alla compravendita internazionale di cose mobili corporee si applica la convenzione dell'Aia del 15 giugno 1955 (cfr. RS 0.221.211.4) secondo l'art. 1 cpv. 2 LDIP, rimangono infatti sempre riservati i contratti internazionali.

L'articolo 2 si quella convenzione esprime il principio dell'elezione del diritto.

Secondo la girisprundenza del Tribunale federale (DTF 87 II 94 e 91 II 44) le parti sono libere di scegliere il diritto applicabile ad un contratto internazionale, tuttavia questa scelta deve essere cosciente e volontaria.

L'elezione del diritto deve risultare senza ombra di dubbio dal contratto o dalle circostanze; le parti devono essere state coscienti dell'esistenza di un problema relativo al diritto applicabile e devono avere espresso la loro volontà di scelta in modo chiaro.

Nel nostro caso il richiamo dell'art. 1 e ss CO effettuato dall'istante non può essere considerato come una scelta espressa poichè dall'istruttoria non è mai emerso che le parti erano coscienti dell'esistenza di un problema relativo al diritto applicabile.

Secondo l'art. 3 cpv. 1 della convenzione dell'Aia, 'quando manchi una dichiarazione delle parti circa il diritto applicabile conformemente alle premesse previste nell'articolo precedente, la compravendita è regolata dalla legge interna del paese in cui il venditore, al momento in cui assume l'ordinazione, ha la sua dimora abituale...'.

E' quindi evidente che nel nostro caso va applicato il diritto francese.

La Francia ha aderito alla convenzione di Vienna dell'11 aprile 1980 che regola la compravendita internazionale di merci (cfr. RS 0.211.211.1).

L'art. 1 di questa convenzione prevede che: 'La presente convenzione è applicabile ai contratti di compravendita di merci tra le parti che hanno stabile organizzazione in stati diversi:...'b) se le norme di diritto internazionale privato sfociano nell'applicazione della legge di uno stato contraente.'

Alla presente fattispecie si applica pertanto la convenzione di Vienna e non il codice civile francese.

2.

La convenzione di Vienna regola il problema degli interessi molto brevemente all'art. 78, che prevede: 'se una parte non paga il prezzo o un'altra somma dovuta, l'altra parte ha il diritto agli interessi su tale somma, senza pregiudizio del risarcimento che avrebbe avuto il diritto di chiedere in virtù dell'art. 74.'

Questo articolo sancisce il principio che la decorrenza degli interessi non dipende da una messa in mora, ma semplicemente dal mancato pagamento del prezzo alla scadenza del relativo termine (cfr. Berner Tage fur die Juristische Praxis 1990, Wiener Kaufrecht, p. 208).

Nel nostro caso la convenuta era tenuta a pagare i fr. 6'604.45 entro il 12 luglio 19990 (v. doc. B); a partire da questa data decorrono pertanto gli interessi.

Il fatto che la convenuta abbia ritornato la merce all'istante, come pure il rifiuto di quest'ultima di riprenderla e la conseguente distruzione del pacco da parte della posta, nulla modificano in proposito, non potento ovviamente far ricadere anche sull'istante le conseguenze o di ordini non chiari dati dalla convenuta alla posta o di un malinteso sorto tra convenuta e la posta.

3.

L'art. 78 della Convenzione di Vienna è il frutto di un compromesso sul quale gli stati contraenti si sono accordati dopo lunghe discussioni.

Non è però stato possibile ottenere un accordo sul saggio degli interessi (cfr. Berner Tage fur die Juristische Praxis 1990, Wiener Kaufrecht, p. 208).

Deve di conseguenza far stato quello previsto dalla legge che sarebbe applicabile alla fattispecie (qui il Codice civile francese), se non si applicasse la Convenzione di Vienna.

Per l'art. 1153 del Codice civile francese l'interesse di mora è quello legale previsto all'art. 1907, che rinvia alla relativa legge no.75-619 dell'11 luglio 1975.

Secondo l'art. 1 di questa legge, il tasso d'interesse legale è fissato per la durata dell'anno civile, ed è uguale al tasso di sconto praticato dalla Banca di Francia il 15 dicembre dell'anno precedente.

Da informazioni assunte da questo giudice presso un istituto bancario, si è potuto determinare che attualmente il tasso di sconto praticato dalla Banca di Francia ammonta al 9,25%.

Pertanto la richiesta dell'istante può essere accolta sia per il capitale (riconosciuto), sia per gli interessi al 6%, siccome questo tasso è inferiore a quello previsto dalla legge.

p.q.m.

richiamati inoltre gli art. 147 ss CPC e la LTG,

p r o n u n z i a

1. In accoglimento dell'istanza, la convenuta [...] è tenuta a versare all'istante [...] la somma di Fr. 6'604.45 oltre interessi al 6% dal 12 luglio 1990.

2. Le spese e la tassa di giustizia di Fr. 200.--, già anticipati dalla parte istante, sono a carico della convenuta, la quale dovrà inoltre rifondere alla controparte Fr. 700.-- per ripetibili.

3. Notificazione alle parti.